Posted in Segni zodiacali
25 Marzo 2019

Le 12 fatiche di Ercole basate sul tuo segno zodiacale. Scopri quale ti rappresenta.

Le 12 fatiche di Ercole rappresentano il cammino che il discepolo compie verso la consapevolezza. Un cammino che lo porterà verso la liberazione finale. In quest’articolo parleremo delle 12 fatiche rappresentate dai segni zodiacali. Vediamo ora di comprendere i significati di questo mito, andando oltre l’interpretazione letterale dello stesso.

PRIMA FATICA: Cattura delle giumente antropòfaghe.

Ariete (21 marzo-20 aprile).

L’Ariete è il primo segno, pertanto, rappresenta il primo passo compiuto sul sentiero della trasformazione.
La spiritualità è la protagonista, poiché le giumente selvagge ed antropòfaghe simbolo della mente inferiore non disciplinata vengono assoggettate al potere dell’anima.
La mente quindi va controllata, ma la personalità non ha questo potere; occorre che intervenga un principio superiore capace di non essere travolto dal fluire disordinato dei pensieri.
È per questo che Abderis il compagno di Ercole viene ucciso dagli animali imbizzarriti, mentre l’eroe riesce nel suo intento.

SECONDA FATICA: Cattura del toro di Creta.

Toro (21 aprile-20 maggio).

Questa prova rappresenta il desiderio e la sua potenza scatenata. Il discepolo deve saperlo governare senza reprimerlo e senza farsi trascinare da esso.
Il mito narra che il toro cretese era nato dal mare e bisognava condurlo sulla terraferma: dall’isola del labirinto, che rappresenta l’io separato vittima della grande illusione, alla terra dei Ciclopi, gli iniziati dall’occhio unico, quello di Shiva nella tradizione orientale.
Così la materia viene consacrata, purificata e resa spirituale. Quindi, vediamo che Ercole cattura, doma e cavalca il toro, ma non lo uccide, bensì lo guida con intelligenza ed equilibrio.

TERZA FATICA: Raccolta delle mele d’oro del giardino delle Esperidi.

Gemelli (21 maggio-21 giugno).

Prima di portare a termine l’impresa, Ercole fallisce molte volte: disdegna l’aiuto di Nereo, messaggero di verità, mandato in suo soccorso; stenta ad eliminare Anteo (la personalità) e se ne libera solo dopo averlo sollevato da terra; cede alle lusinghe di Busiride, il falso maestro; infine, però, libera Prometeo incatenato ad una rupe ed allevia Atlante che sorregge il mondo dal terribile peso.
Solo dopo aver unificato i due poli del suo essere, anima e corpo, gli eterni gemelli appunto, l’eroe riceve in premio i frutti d’oro, cioè la saggezza costituita da Intelligenza, Amore e Volontà, superando il fascino dell’illusione e consacrandosi all’altruismo.

QUARTA FATICA: Cattura della cerva.

Cancro (22 giugno-22 luglio).

La cerva è simbolo dell’intuizione poiché è difficile da catturare.
L’istinto e l’intelletto del discepolo devono essere subordinati a questa qualità capace di elevare la materia al cielo; cioè,di riconoscere il regno dello spirito.
Per far ciò, Ercole deve lottare e dedicare l’animale al Dio Sole, ignorando le proteste di Artemide e Diana, simboli della natura inferiore.
I vari aspetti della natura umana, comunque, rappresentano delle tappe da attraversare e non devono essere demonizzati; occorre solo usare correttamente l’istinto e poi servirsi dell’intelletto per condurre la propria ricerca, prima di sviluppare l’intuizione che rende consapevoli del mondo spirituale e del Piano divino.

QUINTA FATICA: Uccisione del leone di Nemea.

Leone (23 luglio-23 agosto).

Il simbolo di questa prova è il superamento del sé individuale; la belva feroce, infatti, allude alla personalità dominatrice che l’aspirante deve uccidere, abbandonando l’egoismo.
Il mito narra che la caverna in cui Ercole strangola il leone a mani nude possiede due aperture, l’una delle quali viene ostruita con una catasta di legna, per impedire alla bestia di fuggire.
La grotta compare in molti racconti allegorici ed in testi sacri; lo stesso Cristo è nato in una di esse ed infatti è qui che la personalità è sconfitta, al momento della nascita del divino fanciullo all’interno dell’individuo che s’accinge a percorrere la Via.
È interessante notare che nella testa, dietro la fronte, esiste una piccola cavità in cui è inserita la ghiandola pituitaria che presenta due lobi; quello anteriore è la sede della mente razionale, mentre quello inferiore lo è della natura emozionale.
L’individualità pienamente sviluppata ha qui la sua tana ed è qui che Ercole blocca una delle due entrate, per riuscire a controllare le emozioni personali per mezzo della mente superiore.

SESTA FATICA: La cintura di Ippolita.

Vergine (24 agosto-22 settembre).

Nel mito, Ippolita era la regina delle Amazzoni e indossava una cintura d’oro che rappresentava unità ed amore. Era un regalo di Venere.
Ercole se ne impossessa con la forza, mentre lei stava donandogliela senza combattere. L’eroe arriva ad ucciderla, provocando i rimproveri del Maestro che lo assiste nelle difficili prove.
Per bilanciare l’errore con un’azione positiva, in seguito, Ercole salva la povera Esione da un mostro marino. Ciò significa che i due poli della natura umana, gli opposti maschile e femminile, devono trovare un equilibrio nell’amore e nella comprensione.

SETTIMA FATICA: Cattura del cinghiale di Erimanto.

Bilancia (23 settembre-22 ottobre).

La Bilancia rappresenta l’equilibrio e la giustizia, ecco che quindi la prova serve a dominare se stessi, affidandosi all’anima per guidare il corpo.
È così che Ercole controlla il corpo emozionale od astrale, catturando il cinghiale simbolo del desiderio sulla cima di una montagna, dove si diradano le nebbie della valle e si perviene all’illuminazione.

OTTAVA FATICA: Uccisione dell’Idra di Lerna.

Scorpione (23 ottobre-22 novembre).

Il mito narrava che nella palude di Lerna, s’acquattava un mostro serpentino dalle nove teste, di cui una immortale; se mozzate, ricrescevano sempre.
Ercole, dopo vani tentativi, sollevò l’orrida creatura nell’aria e nella luce del giorno, provocandone la morte lenta. La testa immortale, venne seppellita sotto una roccia.
Il senso della storia è che l’idra s’annida negli oscuri recessi dell’inconscio, dove albergano desideri e pensieri prodotti dalla natura inferiore. Queste energie non vanno né inibite, né esercitate senza freni, ma sublimate per utilizzarle in modo positivo.

NONA FATICA: Uccisione degli Uccelli di Stinfalo.

Sagittario (23 novembre-22 dicembre).

Nella palude di Stinfalo nidificavano enormi uccelli feroci, dal becco e dagli artigli d’acciaio; Ercole ne provoca la fuga precipitosa, battendo dei grandi piatti d’ottone donatigli da Atena, la dea della sapienza, e poi colpendoli con le frecce della sua faretra.
Il senso della storia è abbastanza esplicito: la palude è simbolo della mente e delle emozioni; occorre cacciare gli uccelli che la popolano verso l’aria pura, dominando pensieri e sentimenti negativi.

DECIMA FATICA: Uccisione di Cerbero, guardiano dell’Ade.

Capricorno (23 dicembre-20 gennaio).

Ercole scende nell’Ade per liberare Prometeo che giace incatenato, ma il cammino è sbarrato dal cane infernale Cerbero, vero e proprio Guardiano della Soglia, dotato di tre teste e coda serpentina.
Prometeo è simbolo dell’umanità dotata del fuoco della mente, ma ancora asservita ai desideri; l’iniziato Ercole, ormai libero dai vincoli della personalità, s’impegna con tutto il suo essere a servire ed aiutare il prossimo.
Egli non mira più nemmeno alla propria liberazione ed agisce per il bene in modo impersonale; è per questo che può vincere il cane infernale, ormai libero da desideri, soffocandolo a mani nude.

UNDICESIMA FATICA: Pulizia delle stalle di Augia.

Acquario (21 gennaio-19 febbraio).

Il regno di Augia era infestato da una pestilenza causata dalla sporcizia accumulata nelle stalle del re, dove enormi mandrie vivevano ammassate da tempo immemorabile.
Ercole ripulisce il luogo, deviando due fiumi dal loro corso e purificando l’ambiente ammorbato da orribile fetore.
Il discepolo, decentrato da sé ed ormai votato al servizio altruistico, non ottiene riconoscenza; infatti, dopo la sua impresa, viene bandito dal re che non ne comprende la magnanimità; eppure, egli svolge una funzione essenziale ammaestrando l’umanità, simboleggiata dalle mandrie, ancora immerse nella lordura della natura inferiore.

DODICESIMA FATICA: Cattura delle mandrie di Gerione.

Pesci (20 febbraio-20 marzo).

Ercole s’adddentra nell’oscura regione Eriteia governata da Gerione, un mostro tricefalo, per condurre le mandrie che vi pascolano verso la Città sacra.
Dopo aver invocato l’aiuto di Elio, il dio del fuoco solare, si libera dall’assalto del cane Ortro dotato di due teste (la materia e la natura psichica), ma risparmia la vita del guardiano Euritione che gli si sottomette impaurito; infine, uccide con l’arco Gerione.
Poi guida la mandria verso la Città Sacra, dove sarà accolta da Atena dea della saggezza, badando che nessuno si perda e tutti giungano alla meta.
L’eroe greco è divenuto dunque un Salvatore del mondo; infatti, libera l’umanità (la mandria dal rosso mantello, colore del desiderio) dall’influenza del mostro Gerione prigioniero dell’illusione prodotta dalla sua triplice natura inevoluta (corpo fisico, emotivo e mentale inferiore), ma risparmia il guardiano degli animali, che simboleggia la mente; infatti, questa non può essere destituita da ogni potere, se si vuole raggiungere l’anima attraverso la sua mediazione.




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